VIVERE UNA VITA PIU’ SEMPLICE


Ora, rileggendo il libro: PRENDILA CON FILOSOFIA di Lou Marinoff, mi imbatto in questo capitolo… :

VIVERE UNA VITA PIU’ SEMPLICE

“Una chiave per la felicità, oltre che per la serenità, è la semplicità. Cosa significa ? Dobbiamo forse diventare superficiali ? Certo che no. Seguire il Tao ci rende più consapevoli e attenti, non certo il contrario. La semplicità non è ignoranza e l’ignoranza non è la felicità. Il consiglio di Lao Tzu è: aumenta la felicità riducendo le inutili complessità della tua vita. Cosa c’è di sbagliato nella complessità ? Il nostro rapporto con il computer ne è un esempio lampante.

Nel mondo moderno siamo tutti collegati al computer e, attraverso internet e gli smartphone, al cyberspazio sempre più spesso. Non solo stiamo sempre più tempo online, ma stiamo, e secondo alcuni, perdiamo, una quantità di tempo ad aggiornare software e hardware, scaricare apps e risolvere gli innumerevoli problemi che creano i computer. I dispositivi elettronici sono così complessi che, a volte, sembra che siano loro a far funzionare noi e non il contrario !
Prendiamo i risponditori automatici. Ci fanno perdre un mucchio di tempo impedendoci di parlare con la persona di cui abbiamo bisogno. ci propongono sempre una proposta imperdibile e ci costringono a navigare nei menu tra mille opzioni inutili.
E se commettiamo un solo errore o scegliamo quella sbagliata, ci tocca ricominciare tutto daccapo.
Un altro problema comune ai nostri computer è che sono troppo lenti.

In realtà sono molto più veloci che in passato. ma fanno lavorare in simultanea una miriade di programmi inutili. che li rallentano o li bloccano addirittura. C’è troppa complessità in questi sistemi operativi.
Non funzionano come potrebbero perché fanno troppe cose insieme.
La complessità danneggia la funzionalità e l’efficienza.
Tradotto in termini umani, molte persone non vivono come potrebbero perché fanno troppe cose insieme.
Mentre i computer sono progettati per essere multitasking, gli esseri umani si sono evoluti facendo una cosa alla volta.
Quando siamo costretti a fare molte cose insieme o abbiamo impegni a ritmo serrato. e quando ogni compito diventa più grande di quello che è, sperimentiamo rabbia, stress e frustrazione, nemiche giurate della felicità.”

Ancora una volta, rispetto a un “fastidio” intuitivo che io sento rispetto a una situazione nuova che, a mio parere, è concepita e sviluppata “fuori” dalla capacità deduttiva dell’intelligenza umana, scopro che “qualcuno” ha riflettuto sul medesimo disagio e ha scritto al proposito, più o meno dottamente, richiamandosi però, sempre, a concetti filosofici che pur se immateriali, nel senso di metafisici, dovrebbero – sempre – essere le architravi del nostro pensiero…
Per questi motivi, acculturarsi è fondamentale, sia per porsi delle domande e sia per ottenere delle risposte.

E concludo, un paio di giorni fa, il solito quaquaraqua, in un dibattito televisivo, dichiarava, con una tronfia prosopopea, che la “conoscenza” era un diritto !

Sono stato tentato di inviare una mail alla trasmissione, poi sono
rientrato nella “realtà” del mondo dei bla bla bla e ho evitato.
A questo “peracottaro” mi sarebbe piaciuto dire che la conoscenza non è un diritto, abbiamo tutti i mezzi possibili per accedervi, ma bensì un DOVERE, a cui in troppi si sottraggono.
Però, porcazzozza, devi sempre imbatterti in coglioni che ragionano al contrario e cercano di farti passare come quello “difettoso” perché non si conformizza.

Ecchedupalle !

by Alfredo

§§§

premesso che la scelta delle immagini è sempre mia,
ora per stemperare un po’ alcune vignette sull’argomento

Claudio

The end ?

LA FORZA DEL CARATTERE


LA FORZA DEL CARATTERE – CAPITOLO XX – IL CARATTERE IMMAGINATO . – James Hillman

“L’individualità della persona (avanti con l’età ndr) diventa un caleidoscopio in movimento, ciascuno di noi è sempre più unico, sempre più instabile e sempre più complesso. Lo dice anche una ricerca sperimentale: *con l’aumentare dell’età, aumenta la variabilità tra gli individui*. *Il pensiero dell’ultima fase è complesso* conclude un altro studio sulla vecchiaia.
E’ complesso perché è immaginativo: metaforico a più livelli, suggestivo.
Contiene un tipo di intelligenza diverso dalla vivacità della giovinezza e dal giudizioso pragmatismo della maturità. Per usare un’espressione di Ribert Bly: *L’immagine e una forma dell’intelligenza*.
E io posso immaginare uno scopo, per la complessita del pensiero nell’ultima fase: si sta formando una nuova intelligenza che è necessaria.
Ade, il mitico Dio del mondo infero, dove vanno le anime dopo la vita e dove esse continuano ad esistere come immagini, è stato descritto da Socrate (nel Cratilo) come il dio dell’intelligenza più raffinata. E questo spiega, dice Socrate, come mai le anime non ritornino nel mondo. In compagnia di Ade, è appagato il loro più grande desiderio: poter filosofare in eterno, con intelligenza, in un mondo composto totalmente di immagini.
Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini. Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che immagino di te. Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria. Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro (come avviene tra generali di due opposti eserciti, tra guardiano e ostaggio, tra analista e paziente) l’amore segue presto.
Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio dalla ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perché un rapporto continui a vivere,
l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia. I rapporti falliscono non perché abbiamo smesso di amare, ma perché, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare.”

Convinti ? E allora date libero sfogo alla vostra immaginazione !

By Alfredo