A cosa serve la filosofia ?


A cosa serve la filosofia ? A niente, perché non è una serva. – Aristotele –

Chi non mi conosce, può pensare che io sia un monomaniaco, che parla solo di filosofia e insiste su questo argomento che, il mondo odierno, ha classificato tra le materie “inutili”, una perdita di tempo, un onanismo mentale. Con voi, io mi sforzo di promuoverla, la filosofia, come atteggiamento e predisposizione della mente alla comprensione delle cose, tutte, e ai susseguenti atti e decisioni che dovrebbero derivare.
Vi allego un video dove, chi ha memoria dei miei scritti, riconoscerà gli argomenti che ho cercato di introdurre nel nostro dibattito, primo fra tutti l’open mind che porta all’acquisizione di una cultura olistica.
E cito qui, per l’ennesima volta, un “monito” che Max Weber lanciò oltre un secolo fa:

“Il rischio che corre la società è di creare monospecialisti senza intelligenza e gaudenti senza cuore.”

Ipso facto !!!

Please look this…

by Alfredo

l’ IO … (parte seconda)


Concludo il nostro viaggio nell’IO, con l’Io (Dio) interiore, concetto che non è di facilissima comprensione, ma anche no :-)))
Mi auguro che questo “excursus” vi abbia dato spunti di riflessione che vi aiutino a una migliore comprensione di Voi stessi rispetto ai tanti quesiti che la vita ci pone.

Nel GLOSSARIO TEOSOFICO, alla fine dell’ottocento, Helena Petrovna Blavatsky, cercava di definire la triade Corpo-Anima-Spirito, così:

“L’anima è l’anello di congiunzione tra lo Spirito divino dell’uomo e la sua personalità inferiore.
E’ l’ego, l’individuo, l’Io che si sviluppa per mezzo dell’evoluzione.
Lo Spirito è un tutt’uno con L’Assoluto Universale, sempre sconosciuto.
Non va confuso con l’Anima.
Il Corpo è il veicolo per la manifestazione dell’Anima su questo piano dell’esistenza, e l’Anima è il veicolo, su un piano più elevato, per la manifestazione dello Spirito, e tutti e tre formano una trinità sintetizzata dalla Vita che li impregna tutti quanti.”

Allora lasciamo che Jodorowsky ci dica la sua sull’Io (Dio) interiore:

“E’ la nostra fonte di vita, particella o emanazione che sta alla base di tutta la creazione: gli occultisti la ubicano nel cuore dell’uomo.

*Non sapete che siete tempio di Dio e che lo spirito di Dio abita in voi?*
– I Corinzi 3, 16 –

Centro impensabile che risiede nelle viscere del nostro essere, origine di ogni nostra cellula, detentore di darci la vita o la morte, qualunque cosa noi siamo è l’espressione della sua volontà.
Per l’iniziato, arrivare al Dio interiore equivale all’ideale di chi andava alla ricerca della Fontana dell’Eterna Giovinezza, le acque miracolose che regalavano la giovinezza eterna a chi si immergeva, liberandolo dalla schiavitù del tempo, un mito paragonabile a quello dellla resurrezione cristiana.
Nella credenza della reincarnazione non vi è trasmutazione, la stessa Anima passa da un corpo all’altro.
La resurrezione può essere paragonata alla trasmutazione alchemica, il cui piombo rinasce tramutato in oro.
La natura di lavori alchemici si può riassumere in una frase: *Spiritualizzazione della materia e materializzazione dello spirito*.
La realizzazione suprema dell’alchimia, la Grande Opera, consterebbe nel rianimare quella porzione di luce divina imprigionata nella materia.
E’ l’attività di passare dall’inferiore al superiore e dal superiore all’inferiore viene descritto nell’antico testo *La tavola smeraldina*, che alcuni attribuiscono a Ermete Trismegisto:

*Ascende dalla terra al cielo e ridiscende in terra raccogliendo le forze delle cose superiori e inferiori*.

Possiamo immaginare che il Dio interiore (invisibile, immateriale, immortale) inspiri ed espiri, così come avviene durante la nostra respirazione.
Quella che Ermete chiamava *terra* corrisponde all’Io personale.
Quandro i quattro Ego non riescono a comunicare tra loro, l’uomo è diviso, e pur avendo conquistato grandi successi, pur credendo di essersi realizzato (come milionario, seduttore, artista famoso, filosofo dell’attualità e così via) nella sua solitudine interiore regneranno sempre la sofferenza e l’angoscia.
Si sentirà incompleto.
Il misterioso assedio operato nei suoi confronti da un persecutore invisibile lo inciterà a spingersi oltre.
Se colui che viene chiamato sbaglia, si vedrà costretto a espandere la propria insoddisfazione moltiplicando all’infinito quanto già possiede, fino ad annientarsi.

La ricchezza somiglia all’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete.

Il milionario non calmerà mai la sete di denaro, né il seduttore il desiderio di conquistare ammiratori, né l’artista l’ambizione di ottenere gratificazioni e applausi, né il filosofo l’ansia di conquistare una verità che sfugge sempre.
E neanche il monaco che paralizza il proprio corpo trascurando sesso e cuore arriva alla meta che chiama *illuminazione*.
Il Dio interiore ci reclama senza sosta.
Magari siamo noi ilici e non ce ne accorgiamo, e nel bel mezzo di una guerra interiore, potremmo inventarci delusioni, rancori, odi, malattie, vizi, sformandoci in paladini di idee negative.

[…]

Quando si è realizzata con successo la coagulazione delle quattro energie, dopo aver superato l’insoddisfazione, la vergogna, il rimorso, il dolore psichico oppure un senso di indegnità, l’Io superiore può rispondere al richiamo dell’Io essenziale.
La ragione attraversa la barriera che la separa dall’inconscio senza naufragare nella follia, e impara a ricevere i doni che scivolano fra le parole, regalando immagini, inducendo ad azioni costruttive, iniettando energia, e facendo così acquisire il coraggio necessario per procedere sulla via che si snoda tra ilo passato e il futuro, tra l’oscurità e la luce, tra l’inconscio e la supercoscienza.
Ha portato a termine quello che in alchimia si chiama *via secca*, un periodo di intensa ricerca, e ha intrapreso una *via umida*, quella in cui siamo diventati un canale in grado di ricevere la Coscienza cosmica.
Se prima la nostra segreta ambizione era diventare i migliori, campioni o eroi capaci di vittorie impossibili, a costo di sacrificare la nostra vita o quello che più amiamo, ora possiamo trasformarci in creatori sacri.

*Tu ami la vita, o la vita ti ama? La palude non è consapevole quando produce un fior di loto.

Se si dicesse – Ora mi preparo per dare origine a un fior di loto -, non produrrebbe mai niente.
Ma a un tratto, in quell’amalgana denso e scuro la forza vitale fa sbocciare un fiore bianco…
Non siamo mai pronti a creare.
La creazione avviene tramite noi, perché obbedisce a principi più vasti della volontà personale.*
Ejo Tarata

[…]

Quando il Dio interiore si è impadronito dell Spirito e dell’Anima, l’individuo non appartiene più a se stesso, ma si ritrova al servizio di progetti che lo sovrastano, è un veicolo di trasmissione della Volontà Suprema.
Fine della salita, della ricerca del centro luminoso.

Ora viene la discesa, il ritorno, il trasporto del tesoro divino operato dall’Io essenziale, il gioiello immateriale, il godimento infinito; insomma la gioia di vivere che ricolma di luce l’Io superiore.
Questi trasforma i quattro ego dell’Io personale in pietra filosofale.
L’Ego corporale conosce il momento temporale, perde i confini e unisce il proprio organismo all’universo; l’Ego libidinale conosce l’estasi, il piacere di esistere, l’euforia creativa; l’Ego emozionale conosce la grazia si fa vettore dell’amore cosmico; e l’Ego intellettuale conosce l’illuminazione: il pensiero smette di essere conflittuale, esterno e interno si amalgamano.
Tutti e quattro uniti intraprendono la laboriosa missione di elevare la Coscienza del mondo.”

E ricordatevi che, per quanto mi riguarda, Dio = Natura, non altro eh

Pfiuuuuu, fine del Cabaret ??? Non è detto… eheheheh.
Voi intanto leggete eh :-)))

by Alfredo

UN GIORNO


Sometimes I lay under the moon
And I thank God I’m breathin’
Then I pray don’t take me soon
‘Cause I am here for a reason
Sometimes in my tears I drown
But I never let it get me down
So when negativity surrounds
I know someday it’ll all turn around because

All my life I been waitin’ for
I been prayin’ for, for the people to say
That we don’t want to fight no more
They’ll be no more wars
And our children will play, one day

It’s not about win or lose ’cause we all lose
When they feed on the souls of the innocent blood
Drenched pavement keep on movin’
Though the waters stay ragin’

And in this life you may lose your way
It might drive you crazy
But don’t let it phase you, no way

Sometimes in my tears I drown
But I never let it get me down
So when negativity surrounds
I know someday it’ll all turn around because

All my life I been waitin’ for
I been prayin’ for, for the people to say
That we don’t want to fight no more
They’ll be no more wars
And our children will play, one day

One day this all will change
Treat people the same
Stop with the violence down with the hate
One day we’ll all be free and proud
To be under the same sun
Singing songs of freedom like


A volte sto steso sotto la luna
E ringrazio Dio di star respirando
Poi prego di non prendermi con sé troppo presto
Perché sono qui per una ragione
A volte affogo nelle lacrime
Ma non permetto che mi abbattano mai
Perciò quando la negatività mi circonda
So che un giorno tutto volgerà al meglio perché

Tutta la mia vita ho aspettato
Ho pregato, perché la gente dicesse
Che non vogliamo più combattere
Non ci saranno più guerre
E i nostri bambini giocheranno, un giorno

Non si tratta di vincere o perdere, perché tutti perdiamo
Quando si nutrono le anime con sangue innocente
Lastricati inzuppati, continua ad andare avanti
Anche se le acque sono ancora scatenate

E in questa vita puoi perdere la strada
Potrebbe farti impazzire
Ma non lasciare che ti metta fuori gioco, assolutamente no

A volte affogo nelle lacrime
Ma non permetto che mi abbattano mai
Perciò quando la negatività mi circonda
So che un giorno tutto volgerà al meglio perché

Tutta la mia vita ho aspettato
Ho pregato, perché la gente dicesse
Che non vogliamo più combattere
Non ci saranno più guerre
E i nostri bambini giocheranno, un giorno

Un giorno tutto questo cambierà
Trattate le persone in modo eguale
Smettetela con la violenza e l’odio
Un giorno saremo tutti liberi e orgogliosi
Di stare sotto lo stesso sole
Cantando canzoni di libertà


Questo bellissimo video utilizza come colonna sonora una bellissima canzone il cui testo vi vorrei sottoporre,

una canzone che canta la speranza

questo è il video originale del cantante :

Matisyahu nome d’arte di Matthew Paul Miller: è un cantante, rapper e attore statunitense di musica reggae, rock e hip hop.
Nato da una famiglia ebrea ortodossa, viene considerato l’inventore del connubio tra musica reggae e la cultura ebraica e alla Torah.
Wikipedia

l’IO


Sto rileggendo,con sommo gaudio, un libro scritto da un personaggio che si potrebbe considerare “curioso” (in tutti i sensi).
Curioso nel senso che scrive cose curiose, ma, per poterlo fare, deve a sua volta essere curioso, esplorando il pensiero umano e le sue attività conseguenti, con la mente libera, aperta, ricettiva, cercando di comporre poi il puzzle, che in senso figurato, è poi la nostra esistenza.

Un enorme numero di tasselli che, ed è il compito che ognuno di noi dovrebbe assumersi, dovremmo poi assemblare, creando così il “disegno” della nostra vita.
Il concetto è poi lo stesso che ho cercato di trasmettervi con l’unione dei puntini, che, visti a se stanti e indipendenti, sono solo puntini, ma uniti formano una figura, un qualcosa di riconoscibile e non interpretabile.

Il libro è: CABARET MISTICO di Alejandro Jodorowski (vi ho già fatto un profilo dell’autore in miei precedenti post)

Vi trascriverò, in questi giorni, pagine che riguardano i vari aspetti dell’IO:

l’Io personale (corpo),
l’Io superiore (anima),
l’Io essenziale (spirito)
l’Io (Dio) interiore.

Quando avremo imparato a far convivere ed interagire questi quattro Io, avremo realizzato pienamente la nostra esistenza terrena.

“Un noto filosofo russo G.I. Gurdjieff affermava che lo scopo di un essereumano è crearsi un’anima.
L’uomo nasce avendo dentro di sé un seme che deve coltivare e far crescere.
Se questo non accade, è soltanto uno spirito morto dentro un corpo vivo.”

Comincerò dall’Io personale (corpo).

“Il nostro organismo è animato da quattro energie: corporale, con le sue necessità; libidinale, con i suoi desideri; emozionale, con i suoi sentimenti, intellettuale, con le sue idee.
Ciascuna di queste energie crea un Io frammentario che ha un proprio linguaggio.
Quando sviluppiamo uno di questi linguaggi a scapito degli altri, diventiamo vittime di una devianza (sempre problematica) della personalità.
[…]
L’Io personale si compone di questi quattro ego.
Quando essi non sono in equilibrio, e uno prende il sopravvento sugli altri, i centri repressi continuano a disturbare le azioni del dominante.
E’ l’esempio del carro senza conducente, tirato da quattro cavalli; il più forte di tutti, tira il carro nella propria direzione a costo di dover trascinare faticosamente gli altri tre.
In alchimia troviamo la locuzione *Solve et coagula* (sciogli e coagula).
In questa unione squilibrata, ciascuno dei quattro Ego deve imparare a conoscersi, delimitando la propria azione rispetto agli altri.
E’ il periodo della scomposizione e dell’apprendistato.
L’Ego corporale, aspirando all’immortalità, non vorrebbe invecchiare, ammalarsi, morire, impoverirsi, vorrebbe essere invulnerabile.
Innanzitutto deve imparare ad accettare la morte, facendo di essa il momento più meraviglioso della propria esistenza, sempre che la fine giunga quando il suo potenziale di vita si sia esaurito in modo naturale.
Poi deve imparare a concepire la vecchiaia come un apporto di saggezza, trasformando ogni malattia in un Maestro.
L’Ego libidinale, oltre a ricercare la propria soddisfazione nel possedere tutto, desidera creare.
Deve imparare a moderare le ambizioni. sapendo che in questa permanente impermanenza non siamo padroni di nulla, tutto ci viene dato in prestito. Controllando l’ansia di possesso arriva a sviluppare la capacità di ricevere.
Nessun vero artista crea le proprie opere, le riceve.
Per questo motivo qualsiasi opera sacra è anonima, come i Tarocchi, il calendario solare Azteco, il tempio di Borobudur sull’isola di Giava, le piramidi di Egitto, le Upanishad e così via.
L’Ego emozionale vorrebbe amare, però confonde questo desiderio con il voler essere l’unico amato.
Deve imparare a smetterla di chiedere, deve essere riconoscente, condividere, trasmettere ciò che riceve trasformandosi in canale di comunicazione.
Un proverbio arabo dice: *Se prendi un po’ di sabbia e la stringi nel pugno, otterrai soltanto una manciata di sabbia. Ma se tieni la mano aperta, puoi filtrare tutta la sabbia del deserto*
L’Ego intellettuale vuole essere il padrone, designare, spiegare.
Invece deve imparare a tacere, deve essere capace di staccarsi dal fiume incessante di parole per trovare nel silenzio la sua vera essenza: la vacuità.
[…]
Quando le parole non sono più nostre, ma parlano tramite noi, quando la nostra gioia è un’eco della forza originaria, quando l’amore che regaliamo agli altri appartiene all’oceano dell’amore cosmico, quando i nostri pensieri non ci appartengono più, ma vengono creati dalla totalità, quando siamo in uno stato di ricezione costante, i nostri quattro Ego si sono coagulati, raggiungendo l’unità.

I quattro cavalli marciano nella stessa direzione trainando un carro su cui si è materializzato il conducente.
L’Io personale, confuso, egoista e chiuso in se stesso ora è diventato una porta che si apre su una Coscienza maggiore.”

Sì è proprio mistico questo Cabaret :-)))

by Alfredo


Continuo la trascrizione di CABARET MISTICO di quel “giocherellone” di Alejandro Jodorowski, ‘mazza che tipo eh. lo possino caricà… eheheh

Oggi vi descrive l’Io superiore e l’Io essenziale (spirito), in seguito tirerà le somme con l’Io (Dio) interiore.

IO SUPERIORE (ANIMA)
“Questo Io è in grado di comprendere ciascuno dei quattro linguaggi e di metterli in comunicazione.
L’accordo passa obbligatoriamente attraverso questo aspetto della Coscienza. Senza di esso, il miscuglio di idee, sentimenti, desideri e bisogni è simile a una riunione di sordomuti che non sanno neanche parlare con le mani.
L’intelletto debilita la sessualità, raffredda le emozioni, disprezza il corpo. La sessualità trasforma l’intelletto in un’arma aggressiva; l’emozione in ossessività; la materia in seduzione.
L’emozionalità affonda la vita materiale, sessuale e intellettuale in un mondo infantile.

La materialità trasforma la sessualità in prostituzione; l’intelletto in un distruttore; il cuore in una calcolatrice.
I Greci antichi credevano che l’Anima fosse un essere e la descrivevano come formata da due parti chiamate Pneuma e Psiche.
Psiche era unita alla parte animale dell’essere umano, mentre Pneuma era unita allo Spirito.
Quelli in cui predominava Pneuma, gli esseri pneumatici, avevano la salvezza assicurata.
Gli psichici, invece, erano condannati a successive reincarnazioni.
Una terza categoria di umani, gli ilici, con una Psiche più animale che umana, venivano distrutti.

*Coloro che vivono come porci, moriranno come cani*
G. I. Gurdjieff

Quando i quattro ego dell’Io personale creano una Coscienza relazionale
(che smette di frantumare l’immagine di sé in elementi opposti, ma li coagula in un Io superiore), collaborano tutti a uno stesso progetto: raggiungere l’universalità:
E ci si arriva soltanto se facciamo come l’albero. che per proiettare i rami verso il cielo affonda le radici nella terra.

L’Io superiore è il prodotto dell’Io personale dopo che ha incanalato le proprie devianze, ha smesso di lottare contro se stesso, ha salvato il corpo dall’autodistruzione, ha imparato a non dirigere ma a lasciarsi guidare.

Esso si nutre della felicità che i suoi quattro ego hanno trovato nel silenzio (cervello), nella compassione (cuore), nella soddisfazione (sesso) e nella gratitudine (corpo): in tal modo riesce a volgersi verso la ricezione spirituale.
E’ paragonabile a una goccia che ritorna all’oceano: una dimensione di Coscienza collettiva, eterna e infinita la cui missione è servire alla totalità: è l’Io  es-sen-zia-le.
Questa dimensione della Coscienza può raggiungerla soltanto chi abbia sviluppato un Io superiore.
L’Io personale, senza tale quintessenza, non può concepire niente del genere.”

IO ESSENZIALE (SPIRITO)
“Nell’Io essenziale si dissolvono i concetti dualistici maschile/femminile,
gioventù/vecchiaia, bene/male finito/infinito. perituro/eterno, bellezza/bruttezza, inferno/paradiso,  e così via.
Emanazione pura della Coscienza cosmica, l’Io essenziale è un tutt’uno con l’Io dell’universo.
Con il suo aspetto oscuro, l’inconscio formato dalla totalità del passato universale si mette a disposizione dell’Io essenziale come un generoso alleato, offrendo i propri tesori.
(Quando l’Io personale si rifiuta di ricevere tali doni, questi si trasformano in ossessioni angoscianti, trasformando l’alleato in un nemico.)
Con il suo aspetto luminoso, la supercoscienza trasmette i doni che il futuro le offre, pensieri giusti, sentimenti sublimi, desideri superiori, necessità sacre. e guida l’Io essenziale verso la realizzazione suprema: la conoscenza del Dio interiore.”

Suggestioni??? Mah, direi di no, solo una visione “olistica” espressa con un linguaggio suggestivo ma, contemporaneamente, intriso di cultura universale, di sensibilità superiore, di ricerca inesausta del “senso”, che è poi il “motore” che muove il mondo di cui noi siamo parte infinitesimale, ma potenzialmente “protagonisti” a patto che…. (vedere sopra).

Ricordatevi: Dio sive natura… e noi siamo “natura”, per giunta naturata… e non naturante, anche se la tendenza all’antropoformismo cerca di farci credere il contrario.

Che dirvi di più? Buon lavoro “introspettivo” eheheh

by Alfredo